Canto vedico

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Canto vedico

La pratica del Canto Vedico, in sanscrito “Adhyayanam”, consiste nell’ascolto e nell’esatta ripetizione degli antichi Mantra Vedici eseguita secondo le regole della recitazione tradizionale e di quelle della pronuncia della lingua sanscrita nella quale i testi sono stati composti e tramandati.
I Veda sono il vastissimo corpus di testi filosofici e spirituali che sono alla base della cultura indiana e sono stati tramandati oralmente sin dalla notte dei tempi dalle diverse generazioni di Bramini che si sono succedute.
I Mantra che vengono recitati sono brevi estratti di diverse parti dei Veda.

La parola canto però non deve trarre in inganno in quanto qui si tratta più di una salmodia che di un canto. La musica occidentale che conosciamo si basa su 7 note, nel canto vedico si usano solo tre toni che si articolano intorno alla nota centrale che si cerca di mantenere costante durante tutta la recitazione.

La pratica del Canto Vedico è stata riconosciuta nel 2003 dall’Unesco facente parte del Patrimonio Orale Immateriale dell’Umanità.
Tradizionalmente riservata in India agli uomini facenti parte della casta dei Bramini, grazie alla visione illuminata del Maestro e grande Yogi indiano
T. Krishnamacharya è stata aperta alle donne e agli occidentali nel corso del 900.

La recitazione del Canto Vedico permette di entrare in contatto profondo con noi stessi sviluppando l’uso del respiro e permettendoci così di ricevere i benefici delle vibrazioni dei testi dei mantra.
Il canto vedico sviluppa e potenzia concentrazione, memoria, capacità di ascolto e attenzione. Dona benessere, calma e porta a sviluppare l’ascolto e il contatto con il nostro sé profondo.
E’ un esercizio molto potente di concentrazione e di focalizzazione della mente che diviene con il tempo una forma di meditazione.

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